Elogio del disordine


Ho letto recentemente che “Steve Jobs, Albert Einstein e Mark Twain avevano una cosa in comune: una scrivania disordinata”.


Non ho gli stumenti per andare a controllare una simile affermazione, ma non stento a crederci: al di là dell’immaginario collettivo, che vede Albert Einstein come il tipico “scienziato pazzo” eccentrico seppur geniale, penso alla frase di Nietsche : “Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante“. Le neuroscienze stanno andando a dimostrare questa affermazione : chi è disordinato chaos-227971_960_720mostra di reagire meglio ai cambiamenti e vive con meno stress. Lo studio ha osservato le reazioni di un gruppo di riferimento di fronte a una situazione di caos. Mentre chi è abituato all’ordine evidenzia ansia e fastidio verso eventi improvvisi come, ad esempio, una visita a sorpresa, gli amanti del disordine accolgono con maggior entusiasmo e flessibilità situazioni nuove, sviluppando una risposta positiva.

Un ambiente disordinato può favorire lo sviluppo di nuove idee,

perché costituisce una scena ricca di elementi complessi, in grado di fornire stimoli e contatti con aree diverse. Gli scienziati spiegano che lasciare in una stanza appunti, oggetti in grado di attivare la memoria e materiali in disordine permette di creare una rete di connessioni capace di incrementare la creatività. In una situazione caotica tendiamo a concentrarci di più: il livello di attenzione è più alto. Nel disordine cresce l’ispirazione e aumenta l’autostima, perché si abbassa la tendenza al controllo: un fattore che si dimostra decisivo per la gestione dell’ansia. Quando siamo eccessivamente rigidi perdiamo spontaneità, senso del gioco. A livello psicologico, la eccessiva rigidità mentale rappresenta un potenziale pericolo : la persona troppo legata ai propri schemi mentali, rischia di perdere i propri punti di riferimento, nel momento in cui questi schemi dovessero, per qualsiasi motivo, rivelarsi inadeguati od obsoleti. In una società in rapido cambiamento come la nostra, la elasticità mentale rappresenta una importante caratteristica, anzi, rappresenta una risorsa di primaria importanza, esattamente così come la elasticità fisica, che più o meno tutti cerchiamo di guadagnare tramite l’esercizio fisico.

La creatività, ed un pizzico di disordine, possono aiutarci a conservare questa elasticità,

così come l’abitudine ad introdurre ogni giorno qualche piccola novità, che vada a spezzare la routine.

Claudia Muccinelli


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