Controllo “interno” e controllo “esterno”.

Il moderno stile di vita occidentale, e quindi anche italiano, è molto improntato al “controllo”. Non mi riferisco ai controlli anti terrorismo o anti furto, ma proprio ad uno stile relazionale.

I bambini devono poter essere sempre sotto controllo, la nostra casa deve essere sicura, le aziende devono essere certificate ISO, con procedure rigide e tracciabili. Noi adulti ormai dobbiamo essere rintracciabili sempre e comunque, guai a non avere il cellulare con noi: la prima domanda che viene spesso posta quando si parla di località di vacanza, vicine o lontane, riguarda la possibilità di avere una connessione Internet, in modo da “poter essere rintracciati”, e poter comunicare con il resto del mondo.

A livello psicologico, questo è sempre efficace per farci stare meglio, rendendoci più sicuri, o invece piuttosto va a remarci contro, aumentando il generale livello di ansia generalizzata? Come mai, persone diverse possono reagire in modo diverso ?

E come mai, alcune persone si trasformano in veri e1000px-Gnome-multimedia-volume-control.svg propri maniaci del controllo ?

La analisi transazionale, introduce il concetto di “spinte”, quei messaggi che la persona ha interiorizzato, rendendoli una parte della propria personalità: in situazioni di tensione, ogni persona tende a “dirsi delle cose”, ha delle sorte di parole d’ordine che costituiscono un incitamento, e che vanno così a fare parte del dialogo interno. Sono state identificate alcune “spinte” molto ricorrenti: alcune persone agiscono sotto la pressione della spinta “Sii forte”, e quindi non si concedono momenti di debolezza o di rilassamento; altre persone, agiscono sotto la pressione della spinta “Sii compiacente”, tendendo quindi a cercare sempre e comunque l’accordo con gli altri; altre persone, agiscono sotto la pressione della spinta “Sbrigati”, tendendo quindi ad andare sempre di fretta, o “sii perfetto”.

Molte persone si trovano ad agire sotto la pressione della spinta “Sii perfetto”. Si tratta di una distorsione cognitiva, che porta la persona a sentirsi protetta dalla perfezione: se io “faccio tutto bene”, allora non avrò problemi, allora la mia vita andrà bene, allora le mie relazioni potranno migliorare. Di fronte ad una situazione di possibile incertezza, questa persona andrà inconsapevolmente ad aumentare quelle attività che la richiamano alla idea di perfezione, e quindi ad incrementare il livello di controllo percepito sugli eventi. Poiché però non è pensabile, potersi “difendere” da ogni tipo di imprevisto …

ecco che il controllo e la perfezione rischiano di rappresentare un ostacolo, rischiano di diventare il problema stesso, invece della sua soluzione.

di Claudia Muccinelli

Precedente INFLUENZA E PERSUASIONE Successivo Il SENSO DI COLPA E LA AUTORITA’