Cenerentole alla riscossa

da Flickr S. Embaby
da Flickr S. Embaby

Tutti conosciamo la fiaba di Cenerentola, e probabilmente da piccole (qui mi rivolgo soprattutto alle donne) eravamo innamorate del Principe,

o se non altro della idea di una persona che, magicamente, potesse portarci fuori dai nostri problemi e dalla realtà che stavamo vivendo, per darci un futuro da Principesse.  Molto bello e poetico.Questa fiaba, o almeno questa immagine, spesso continuiamo a portarcela dietro anche da adulte :  si è parlato del “complesso di Cenerentola” per indicare una situazione, una dinamica (soprattutto femminile, ma non necessariamente)  che vede una persona vivere nella convinzione di “non potercela fare, da sola”.   Un po’ come Cenerentola, che è riuscita sì a cambiare la sua vita, ma solo grazie all’intervento del Principe.

Le radici di questa dinamica possono risalire ad alcuni clichès educativi e sociali, che (almeno fino ad una generazione fa) erano spesso leggermente differenti per i figli maschi rispetto alle figlie femmine :  nei maschietti, venivano premiate ed incoraggiate l’indipendenza e lo spirito di iniziativa, mentre nelle  femminucce  si premiavano altre caratteristiche, quali l’ ubbidienza e la capacità di stringere relazioni sociali.

Gli psicologi evoluzionisti, spiegano la maggiore propensione femminile a stringere relazioni sociali, con la necessità di costruirsi una rete di supporto,

che nella antichità era necessaria alla donna per la sopravvivenza sua e della prole.  E’ quindi una “eredità” che noi esseri umani ci portiamo dietro da molte generazioni.

La “sindrome di Cenerentola”  (come è definita da Colette Dowling,  autrice di un famoso libro in merito)

non riguarda soltanto l’ambito relazionale, ma anche e forse soprattutto quello lavorativo e professionale, e può portare molte donne ad occupare posizioni al di sotto delle loro reali possibilità, in quanto, nonostante le competenze, ritengono di non potercela fare, se non “alle spalle” di qualcuno.

Dr.ssa Claudia E. Muccinelli

Precedente Miti di Famiglia Successivo le fasi del lutto