Conosci i tuoi limiti e impara a superarli

Sapete bene delle mie perplessità sull’agonismo e i disabili Nell’idea che i disabili affrontino agonisticamente uno sport ho sempre visto qualcosa di eccessivo, di sbagliato. Non ho mai saputo mettere in parole questa sensazione, ma oggi è accaduto qualcosa che forse mi aiuta a capire meglio. Mentre scrivo Pistorius è accusato di avere volontariamente ucciso una ragazza. Mi auguro che sia stato un incidente e che lui possa smentire le voci e provare la propria innocenza, eppure è sempre stata proprio la figura di Pistorius a suscitarmi, da disabile, i maggiori problemi.
Provo a spiegarmi. La saggezza antica ci comanda Conosci i tuoi limiti Pensiamo al concetto di limite: ci sono cose che nella vita non si possono fare. Ognuno di noi ha ben presente i propri limiti come dato di fatto che qualifica l’essere umano.Accettarli sembra essere il primo passo verso la serenità. Fin qui tutto abbastanza semplice, tuttavia gli antichi complicarono la questione con quell’impara a superarli Cosa vuol dire? Se un limite è davvero un limite come si fa a superarlo? Per quanto io possa allenarmi, dubito fortemente di imparare a dipingere come Michelangelo o a cantare come Battiato… Allora cosa vuol dire esattamente superare un limite? Vediamone le possibili interpretazioni a) penso che possa voler dire “rosicchiare i confini del proprio limite” intendo: pur senza essere Michelangelo. posso imparare a disegnare meglio di quanto faccia ora, migliorando impercettibilmente ma costantemente la situazione in essere. E’ importante dire che il limite in questo caso rimarrebbe pressochè invariato, ma resterebbe la soddisfazione personale dell’impercettibile progresso. b) oppure “aggirare l’ostacolo”: se alcuni mezzi per un fine mi sono preclusi, non è detto che io non possa raggiungere lo stesso fine con altri mezzi (pensate ad esempio alle automobili modificate per disabili, o a tutti quei percorsi alternativi che permettono ai disabili esperienze di reale integrazione) Si tratta di imparare a ragionare autonomamente imponendo alla vita quotidiana schemi fatti su misura e non preconfezionati da un modo “abile” di vedere le cose, che evidentemente non ci appartiene. Come dicevo nel primo post di questa serie la disabilità non deve essere un concetto ottenuto per sottrazione a partire da ciò che non ci compete, ma la concreta rivendicazione di un modo alternativo di vedere il mondo che merita forza attenzione e rispetto, ma che, come vedremo tra poche righe, viene troppo spesso ignorato o dimenticato dagli stessi disabili c)In nessun caso infatti superare i limiti può significare negarli o ignorarli I limiti ci sono e restano pressochè inalterati per tutta la durata della nostra esistenza. Sarebbe un errore per un disabile lasciarsi fuorviare dal fatto che le proprie difficoltà risultino più evidenti e quindi pensare di essere più limitato di altri. Trovo impossibile e ingiusto fare delle classifiche tra diversi tipi di dolore e di percezione del limite. Il disabile in questo senso non deve rivendicare per sè alcun primato della sfiga, perchè non sarebbe realistico. E’ fondamentale invece reclamare il diritto all’assistenza e all’integrazione, ma non per concessione fatta ai poveri disabili, ma come diritto inviolabile di ogni essere umano chiamato a vivere in una società che voglia dirsi civile Eppure non tutti i disabili la pensano in questo modo, alcuni vengono talmente fagocitati dagli schemi della società abile da impegnarsi a negare se stessi, desiderando cancellare i limiti.Questa è l’esperienza peggiore che a un disabile si possa augurare perchè, per quanto ci si possa illudere che una zucca sia una carrozza, prima o poi arriverà la mezzanotte Nella frenesia con cui (ammirevolmente per certi versi) Pistorius si imponeva di gareggiare con gli abili ho sempre visto il pericolo di voler negare i propri limiti, di volerli ignorare, e non vorrei che la mezzanotte in questo caso sia arrivata troppo tardi e sia costata una vita In questa vicenda vedo una tragica riedizione del mito di Icaro, pretesa di volare troppo in alto finita in tragedia. Spero per Oscar che le cose non siano così gravi come sembrano e che tutti noi da questa vicenda impariamo ad essere fieramente dei semplici Fantozzi prima di battere un qualunque tempo su pista.

Precedente Sesso e disabili: La dignità prima di tutto Successivo Una politica a rotelle