L’ “ombra”, quella parte di noi che non ci concediamo

Da Wikipedia Creative Commons
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Verso un nuovo equilibrio
di Caludia Muccinelli

Ci sono emozioni che ci fanno male,

o che ci spaventano per la loro forza, o che non sappiamo gestire.  O,
anche, emozioni che non ci “diamo il permesso” di provare.
Pensiamo, ad esempio, ad un bambino cresciuto in un contesto familiare rigido, dove “solo le femminucce
piangono”.  Verrà incoraggiato, anche inconsapevolmente  tramite la semplice osservazione dei
comportamenti degli adulti che lo circondano, a non esprimere alcune emozioni (la paura o il dolore), in
quanto potrebbero portare a dei comportamenti che non sono accettabili (il piangere, appunto).
Cosa succederà, quindi, quando qualche evento di vita lo porterà a contatto proprio con queste emozioni ?

Può essere che vada a sostituirle con altre

che invece sono concesse e comprese nel suo ambiente di
appartenenza :   la rabbia, ad esempio.   Ecco perché molte persone, in momenti emotivamente pregnanti,
diventano colleriche, pronte a litigare con tutto e con tutti. La rabbia va a sostituire il dolore, o la paura, che
non ci permettiamo di provare.

Le emozioni parassite  si collegano al concetto più generale dell’

Ombra, intesa come tutti quegli aspettidella nostra personalità

che, per motivazioni varie, ma soprattutto legate al condizionamento ambientale,
non si sono sviluppati, o che vengono coscientemente rifiutati dalla persone perché ritenuti poco idonei.

Non si tratta quindi solo di comportamenti altamente disdicevoli, o di istinti primitivi e contrari ad una vita
di società civile, ma di vere e proprie parti di noi.
In questa “ombra”, infatti, spesso purtroppo tendiamo a mettere anche le nostre parti “migliori”:  i nostri
talenti, le nostre passioni, quando questi risultano non in accordo con l’ambiente.

di Claudia Muccinelli
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